Archivi del mese: settembre 2008

Cosa siamo?!

Oggi mi é capitato – come spesso faccio – di visitare il blog di Beppe Grillo, che, anche se criticato da più parti e in qualsiasi occasione, ha l’innegabile merito di portare al grande pubblico notizie che altrimenti non conosceremmo forse mai: andate a vedere il post di oggi  e capirete: per una volta non leggerete di affaristi e maneggioni, di Italietta e Poteri, ma di come noi Genere Umano possiamo fare schifo; leggerete di come anche gli orsi – a causa nostra – possano tentare il suicidio, per il troppo dolore…E mi chiedo. fino a che punto l’Uomo é superiore all’Animale? In che senso? P.S.: questo é il video preso in prestito proprio dal Blog di Grillo… Fonte: il Blog di Beppe Grillo

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Romantico olf fashion

Ieri ero allo stadio (il Barbera – o meglio – la Favorita di Palermo) a vedere la partita di calcio Palermo-Reggina; raramente é stata una sfida divertente, solitamente la squadra calabrese è venuta in Sicilia con un atteggiamento difensivistico e chiuso, magari puntando su qualche contropiede, ma coprendosi dal primo all’ultimo minuto; e riuscendo spesso a portare via un punto.

Ma non é questo il motivo della mia riflessione (per la cronaca, questa volta la partita é stata vinta dai rosanero per 1 a 0, con un pregevole gol di fabrizio miccoli di esterno destro): durante – appunto – un contropiede della Reggina, il trequartista Franco Brienza (ex della squadra rosanero) ha notato che due giocatori si erano scontrati al centro del campo, rimanendo a terra doloranti; l’occasione era ghiotta: era a tu per tu con il portiere Amelia, pronto per infilare il classico gol dell’ex; ma si é fermato. 

Sì. Si é fermato. Con semplicità, con naturalezza. Con buon senso.

So che in questi casi si rischia di essere melensi, troppo “zuccherosi”; ma é stata la prima volta che ho visto “dal vivo” un gesto simile, in un ambiente che negli ultimi tempi è diventato sinonimo soltanto di tanti soldi, poteri più o meno trasparenti e sponsor globali, non di fair play e di rispetto.

Franco Brienza, 168 centimetri da Cantù (ischitano in realtà), aveva anche scritto una lettera aperta ai tifosi palermitani quando lasciò la squadra. E’ una lettera semplice, senza paroloni, un saluto. Ma in pochi lo fanno. La riporto per intero, perchè a me aveva commosso. E ieri il piccolo GRANDE Franco c’é riuscito di nuovo.

 

“In sette anni a Palermo avete imparato a conoscermi e sapete che non mi piacciono le dichiarazioni ad effetto o le parole strappalacrime, ma non potevo andare via senza salutare e, soprattutto senza ringraziare, attraverso stadionews, una città ed una tifoseria che mi ha voluto bene.
Sono arrivato che ero un ragazzino in una squadra in serie C che sognava di lottare dove adesso di trova, cioè in serie A alle spalle delle grandissime del calcio italiano. Ho avuto la fortuna di vivere forse le pagine più belle della storia rosanero con una splendida promozione prima in serie B e poi, anche se per metà stagione, in serie A. Ho avuto la fortuna di esordire, di giocare e di segnare in Coppa Uefa. Ero convinto che non sarei mai andato via da Palermo e forse proprio per questo motivo ho rinviato fino all’ultimo un addio che non avrei mai voluto vivere.
Lascio una città splendida, dei tifosi straordinari ed una società che mi ha fatto conoscere nel calcio italiano. Per tutto il pomeriggio ho pens
ato, più che al mio futuro, al presente del Palermo che giocava contro l’Udinese. Ho pensato al presidente, al direttore, a Guidolin, ai miei compagni ed ai miei “fratelli” Rinaudo e Tedesco. A tutti voglio dire grazie per l’affetto che mi avete dato. Vorrei sperare un giorno di ritornare, ma so che sarà molto difficile, anche se il calcio, come la vita, spesso riserva incroci impensabili. Ma questo ha poca importanza, ciò che conta è che ogni volta che ritornerò a Palermo mi sentirò a casa.
Con affetto, Franco Brienza”

 

Il fondo…

Stamattina mi sono chiesto fin dove si può arrivare – da parte di un’Amministrazione pubblica – senza rendersi conto che si sta toccando il fondo; ero in macchina (in Corso Alberto Amedeo a Palermo), bloccato senza speranza di poter capire quando sarei arrivato al mio “obiettivo”, con la corsia preferenziale intasata da tutti tranne che dagli aventi diritto.

Questo è solo uno dei problemi in cui si sta toccando il fondo, con calma parleremo di tutti gli altri; in sintesi, a Palermo si sta creando un circolo vizioso per cui ci si immobilizza in mezzo al traffico, non si arriva in orario al lavoro, i servizi diventano ancora più inadeguati, ci lamentiamo, ci arrabbiamo, il nostro corpo si ammala…ecc.,ecc.                                                                                                                        Anche l’espressione più comune del Palermitano è cambiata: fronte corrucciata e sguardo “western”, (direbbe Edika: perchè tanto odio?) come se uscire di casa fosse l’inizio di una battaglia uno contro tutti, come se l’importante fosse prevalere sull’altro, vincere e prevaricare… Eppure, sappiamo tutti che anche a Palermo, passate le ore di punta, torniamo delle persone, fragili, complicate, ma con un’anima…      

Ma adesso ho capito: forse dobbiamo toccare il fondo per risalire; un unico dubbio: sarà questo il fondo?

Il Palermitano

E’ qualche anno che tento di risolvere questo dilemma: perchè il Palermitano lascia che l’ Amministrazione lasci a se stessa la città? Perchè non se ne lamenta (pubblicamente e/o rumorosamente, non solo con i suoi amici…)?

Credo che i secoli di storia panormita ci possano indirizzare verso la risposta più equilibrata: siamo stati SEMPRE sottomessi, sfruttati, colonizzati dal primo venuto; abbiamo sviluppato, per così dire, un’enorme resistenza al sopruso, alla sopraffazione, alla volgarità, all’irregolarità, all’illegalità, alla prepotenza e all’arroganza; tale resistenza, per forza naturale di cose, è diventata un pezzettino del nostro DNA, per aiutarci a “tirare avanti”.

Purtroppo (e per fortuna, come dirò), tutto ciò ha avuto, ha e avrà delle conseguenze: 

1) La storia recente/issima di Palermo è attraversata da Amministrazioni più o meno inette (a mio avviso unica eccezione la Giunta Orlando, seppur con tanti chiaroscuri), che – insieme alla “collega” MAFIA – stanno letteralmente MANGIANDO Palermo, senza la minima cognizione (?) dei danni che stanno procurando; e il Palermitano comune, a parte lamentarsi del traffico, dei servizi pubblici, delle buche sulle strade, della mancanza di creatività, degli “extracomunitari” (legenda: migranti, come lo siamo noi) che sporcano (noi no?!), dei prezzi che aumentano, ecc. ecc., non si ribella, come – superata l’umana soglia di sopportazione – ogni Popolo civile farebbe. 

2) Lo stesso Palermitano comune si “invigliacchisce” sempre di più, della serie: nessuno mi controlla o me lo impedisce e allora anch’io divento maleducato (la Legge a Palermo diventa sempre più un optional teorico, anche perchè i tutori della stessa non sono presenti in mezzo a noi; ma dove sono i poliziotti e i vigili urbani?) P.S.: il senso del Pubblico, il senso civico da queste parti non sono MAI esistiti.

3) Il Palermitano, sempre per cause storiche e genetiche (o ignote?), è talmente gentile con chi viene a visitare la Nostra Città (attenzione: parente, amico, collega o conoscente), da mettersi in malattia all’Ufficio, chiedere un prestito in banca e farsi lasciare dalla moglie pur di fare da cicerone agli ospiti; riempiendoli di cannoli fino alla colica, facendogli vedere posti che lui stesso non aveva mai visitato in tutta la sua vita, e trasformando ogni sera in una piccola Dolcevita…

Volevo chiudere in bellezza…come ancora è bella (e irripetibilmente anomala) Palermo…