Romantico olf fashion

Ieri ero allo stadio (il Barbera – o meglio – la Favorita di Palermo) a vedere la partita di calcio Palermo-Reggina; raramente é stata una sfida divertente, solitamente la squadra calabrese è venuta in Sicilia con un atteggiamento difensivistico e chiuso, magari puntando su qualche contropiede, ma coprendosi dal primo all’ultimo minuto; e riuscendo spesso a portare via un punto.

Ma non é questo il motivo della mia riflessione (per la cronaca, questa volta la partita é stata vinta dai rosanero per 1 a 0, con un pregevole gol di fabrizio miccoli di esterno destro): durante – appunto – un contropiede della Reggina, il trequartista Franco Brienza (ex della squadra rosanero) ha notato che due giocatori si erano scontrati al centro del campo, rimanendo a terra doloranti; l’occasione era ghiotta: era a tu per tu con il portiere Amelia, pronto per infilare il classico gol dell’ex; ma si é fermato. 

Sì. Si é fermato. Con semplicità, con naturalezza. Con buon senso.

So che in questi casi si rischia di essere melensi, troppo “zuccherosi”; ma é stata la prima volta che ho visto “dal vivo” un gesto simile, in un ambiente che negli ultimi tempi è diventato sinonimo soltanto di tanti soldi, poteri più o meno trasparenti e sponsor globali, non di fair play e di rispetto.

Franco Brienza, 168 centimetri da Cantù (ischitano in realtà), aveva anche scritto una lettera aperta ai tifosi palermitani quando lasciò la squadra. E’ una lettera semplice, senza paroloni, un saluto. Ma in pochi lo fanno. La riporto per intero, perchè a me aveva commosso. E ieri il piccolo GRANDE Franco c’é riuscito di nuovo.

 

“In sette anni a Palermo avete imparato a conoscermi e sapete che non mi piacciono le dichiarazioni ad effetto o le parole strappalacrime, ma non potevo andare via senza salutare e, soprattutto senza ringraziare, attraverso stadionews, una città ed una tifoseria che mi ha voluto bene.
Sono arrivato che ero un ragazzino in una squadra in serie C che sognava di lottare dove adesso di trova, cioè in serie A alle spalle delle grandissime del calcio italiano. Ho avuto la fortuna di vivere forse le pagine più belle della storia rosanero con una splendida promozione prima in serie B e poi, anche se per metà stagione, in serie A. Ho avuto la fortuna di esordire, di giocare e di segnare in Coppa Uefa. Ero convinto che non sarei mai andato via da Palermo e forse proprio per questo motivo ho rinviato fino all’ultimo un addio che non avrei mai voluto vivere.
Lascio una città splendida, dei tifosi straordinari ed una società che mi ha fatto conoscere nel calcio italiano. Per tutto il pomeriggio ho pens
ato, più che al mio futuro, al presente del Palermo che giocava contro l’Udinese. Ho pensato al presidente, al direttore, a Guidolin, ai miei compagni ed ai miei “fratelli” Rinaudo e Tedesco. A tutti voglio dire grazie per l’affetto che mi avete dato. Vorrei sperare un giorno di ritornare, ma so che sarà molto difficile, anche se il calcio, come la vita, spesso riserva incroci impensabili. Ma questo ha poca importanza, ciò che conta è che ogni volta che ritornerò a Palermo mi sentirò a casa.
Con affetto, Franco Brienza”

 

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