Diego Cammarata. Un uomo (minacciato) o un ologramma?

Spesso mi sono chiesto se Diego Cammarata – sindaco di Palermo ormai da una vita (dal 25 Novembre 2001, comunque troppo tempo) – fosse veramente un essere umano o un OLOGRAMMA.

Naturalmente vi chiedete perchè un ologramma. Certo. Non credo ci sia bisogno di dare chiarimenti ai Palermitani, ma per tutti gli altri (anche per lui) è corretto spiegarmi. Un sindaco, soprattutto di un comune grande e difficile come Palermo, ha tantissime cose da fare: amministrare, coordinare, essere presente nelle occasioni ufficiali, ma anche quando c’è un momento di crisi, dare risposte rassicuranti, ma anche concrete, e magari anche farsi benvolere. E’ vero, sono troppe cose e troppo impegnative per una sola persona, soprattutto se questa MISSIONE si fa senza PASSIONE, ma come se fosse un LAVORO. Ma -ammettendo che sia un lavoro-  come mai  bisogna “credere” che sia in Comune a fare il Sindaco, ma quasi tutti in città (tranne suoi amici, colleghi di partito, e addetti ai lavori) non lo trovano “in ufficio”? Come mai viene visto più alle occasioni mondane che al suo posto d’ufficio?

E’ per questo che ormai (affettuosamente) lo chiamo “l’ologramma”. E’ da una parte, ma è ANCHE da un’altra parte; e se è un uomo, è impossibile.

Ma -a parte gli scherzi tristi, sarcastici e un pò veri delle righe precedenti- oggi ho avuto una SORPRESA: ha ricevuto una busta con un PROIETTILE con una lettera di insulti e minacce. E oggi ho capito che è solo UN UOMO. Minacciato. In difficoltà. Io odio LA MAFIA. In tutte le sue forme. E anche se quasi tutte le scelte di questo sindaco sono state, secondo me, disastrose per Palermo, DIFENDO CAMMARATA…Minacciare con un proiettile è un gesto vigliacco e cattivo, MAFIOSO. E, secondo me, è intollerabile comunque, anche se Cammarata non è il sindaco migliore che potremmo avere.

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Una risposta a “Diego Cammarata. Un uomo (minacciato) o un ologramma?

  1. Giusto, sono pienamente d’accordo.
    Però, è anche vero che spesso ci vuole uno scossone forte per avere la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie mancanze, in fondo è stato un monito, sicuramente molto forte e da biasimare, ma in una città in cui l’arrivo di un proiettile in una busta è spesso “normale” per chi fa il proprio dovere onestamente, se per una volta potesse servire a qualcosa di positivo…

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