Cos’è l’impegno civile?!

"Un mare di bottiglie" by Francesca (manuzza)

"Un mare di bottiglie" by Francesca (manuzza)

Non so voi, ma a me è capitato tante volte di lamentarmi (nello specifico di questo blog, ad esempio dell’ignavia dei nostri vigili urbani, oppure dei posteggiatori che chiedono una sorta di pizzo con la minaccia – palese o sottintesa – di danneggiarci la macchina). Credo che lamentarsi faccia parte di noi, in fondo siamo solo persone, fragili e spesso prese da così tante cose che accumuliamo tantissimo stress (spesso evitabile…); ma se il lamentarci della nostra Palermo, da un lato ci fa “sfogare”, dall’altro non credo che basti a migliorarla…Ecco perchè parlo di impegno civile (so che sembrano paroloni, ma non lo sono, ci hanno solo abituato così…): penso che una parte dell’impegno civile in questo caso sia la cosiddetta “educazione civica” (così era chiamata quando facevo la scuola media…), che poi è semplicemente imparare e abituarsi al rispetto per il posto in cui viviamo, oltre che per noi stessi e per le persone che conosciamo; insomma, immaginare che fuori di casa appartenga un pezzettino anche a noi, ma non solo a noi; per fare un esempio, quando siamo in casa credo (spero!) che nessuno di noi butti tutto sul pavimento anzichè nella pattumiera, o si diverta a buttare (se fuma) i mozziconi delle sigarette sulla terra del bellissimo ibiscus che abbiamo in balcone…Non credete che se ognuno di noi iniziasse con l’applicare questa semplice e automatica abitudine (ci si può abituare anche a cose utili e belle) anche fuori di casa, oltre che (giustamente) lamentarci, potremmo almeno pensare che qualcosa può migliorare, e addirittura grazie a noi? Quanti di noi si “comportano bene” sia a casa che sul marciapiede? So che questa è solo una piccola parte dell’impegno civile, ma se non iniziamo…

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2 risposte a “Cos’è l’impegno civile?!

  1. Sì, in fondo basterebbe questo, ma per una parte della popolazione il fatto che un vigile urbano, per esempio, non sottolinei le infrazioni alle leggi comuni significa che “si può fare”.
    Se anche chi governa dà il cattivo esempio è più facile che le cattive abitudini, chiamiamole così per non dire “vastasaria” , prendano piede e che, al contrario , l’agire sano e consapevole dei limiti della propria libertà e di quella del prossimo risulti anomalo e da additare come un fenomeno “strano”.

    • Sono d’accordo, ma è proprio questo che vorrei superare: la tua continua – in qualche modo – a rientrare nell’ambito delle lamentele…mentre invece, mi piacerebbe che chi ha la maturità necessaria SMETTESSE (solo per un pò) di lamentarsi – tanto la situazione la conosciamo a memoria…- per concentrarsi (intanto) su cosa ognuno di noi è in condizione di fare…

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