Un pozzo senza fondo

Io non sono abituale lettore de “Il foglio” di Giuliano Ferrara. Per motivi pratici: il carattere troppo piccolo, lillipuziano addirittura, mi spaventa. Ma oggi un articolo mi ha colpito: si intitola “Serve una nuova terapia”, con sottotitolo “Lasciateli fallire in pace”. Già il titolo mi ha incuriosito, ma il contenuto mi ha fatto riflettere e mi trova perfettamente d’accordo. L’argomento è quello degli aiuti, dei sostanziosi aiuti alle banche in crisi, sempre lì lì per fallire, Che però, “all’ultimo minuto di recupero” vengono salvati dallo Stato (si parla essenzialmente degli Stati Uniti, ma sono convinto che si potrebbe comodamente applicare anche ad altri Paesi, compresa l’Italia) con infusioni per endovenosa di pacchi e pacchi di dollari (pubblici, ossia usciti dalle tasche dei cittadini). Il motivo fondamentale (o ufficiale?) di questa tattica è che queste enormi banche sono troppo grandi per lasciarle fallire; ma, a ben vedere, sono gli stessi giganti che hanno messo in giro i famosi “titoli tossici” che, a detta dei principali studiosi, sono la causa principale di questa crisi; praticamente un paradosso, un cane che si morde la coda: mentre la gente comune perde il posto di lavoro, o – ben che vada – tira fino alla fine del mese con grandi difficoltà, i “colpevoli” vengono premiati, e spesso continuano a buttarli nel cesso (siamo sinceri: siamo tutti stufi di “stare a dieta” per fare ingrassare sempre i soliti noti…!). E allora – sostiene Francesco Forte, autore dell’articolo – non sarebbe meglio lasciarli fallire “in pace”? Certo non si risolve la crisi, sicuramente si deve trovare un’altra strategia; ma, altrettanto sicuramente, tagliando “i rami secchi” di queste banche si risparmierebbero tanti soldi per misure direttamente utili alle PERSONE, proprio in un momento così difficile. Personalmente, queste continue enormi “elargizioni” a gruppi finanziari che non hanno saputo fare il proprio dovere mi disturbano anche eticamente: praticamente, il senso (e l’esempio) sembra questo: anche se tu sei un incapace, se sei importante (e magari hai qualche amico in Parlamento) vieni aiutato coi soldi degli altri (dei poveretti che errori così grossi non li fanno). Cui prodest?

di Funca88

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