Archivi del mese: giugno 2009

Le bellezze di Palermo…

Palermo – lo sanno in tanti – è una città particolare, piena di contraddizioni, di grandi problemi, ma anche estremamente affascinante, ricca di tesori (molti di questi a volte poco conosciuti); un discorso a parte meriterebbero i palermitani, che criticano costantemente la propria terra, ma che – al momento in cui gli si chiede se la lascerebbero – non ci pensano due volte prima di dire che vi resterebbero, a meno che non si trattasse di sopravvivenza. Ma ne parleremo un’altra volta…

Oggi invece sto pensando ai turisti a cui venisse in mente di visitare una delle città più ammirate da Goethe & c., appunto Palermo. Probabilmente vorrebbero ammirare le opere custodite a Palazzo Abatellis, dove si trova la bellissima Annunziata di Antonello da Messina; o forse, più interessati ai ritrovamenti archeologici punici, greci o romani, si orienterebbero sul Museo Archeologico Regionale Salinas; ma, se il loro desiderio fosse per qualcosa di più esotico, senza dubbio apprezzerebbero la Palazzina Cinese, curioso edificio di fine Settecento costruito con elementi orientaleggianti alla fine del Settecento, copertura a pagoda compresa. Naturalmente potrei andare avanti, con oratori barocchi come Santa Cita, o le caratteristiche cupole rosse di San Giovanni degli Eremiti…L’unico problema è che  probabilmente li troveranno chiusi (il Museo archeologico dal 13 luglio, Palazzo Abatellis è già chiuso per restauri, San Giovanni degli Eremiti riapre a fine luglio, ecc., altri sono chiusi la domenica…)!

La mia non è una critica tout court: i lavori di restauro è giusto farli, se non venissero fatti sarebbe di certo peggio; ma riuscire a evitare di farli in periodi caldi per il turismo (visti i periodi di “magra”) non sarebbe una buona idea? Certo che noi palermitani siamo strani… Insomma: venite a Palermo, di sicuro ci sono tantissime altre cose da esplorare e apprezzare (fidatevi!), ma informatevi bene prima di partire, onde evitare delusioni! 

San Giovanni degli Eremiti, Palermo (by Allie Caulfield)

San Giovanni degli Eremiti, Palermo (by Allie Caulfield)

Il casco invisibile

Non sono un esperto di edilizia, ma girando per Palermo in questi giorni, ho notato una quantità enorme di cantieri aperti, sia chiaro: intendo piccole cose, ristrutturazioni, facciate di palazzi degli anni ’70, copertura di tetti di un paio di scuole, ecc; ci sono anche i grandi cantieri, come quello di fronte al Tribunale, ma mi voglio concentrare sulle piccole imprese, che appunto si occupano spesso dei lavori forse meno controllati. Perchè ne parlo? Perchè non so cosa significhi un casco di sicurezza per chi ci lavora: non ne ho visto uno! E’ vero: si potrebbe obiettare “a Palermo c’è già molto caldo…si è fatto sempre così…”, ma soprattutto so che qualcuno penserebbe “Fatti i fatti tuoi!”; sì, anche questo è verissimo: non mi faccio (solo) i fatti miei. Ma non è vouyeurismo: se ci sono delle regole, degli equipaggiamenti minimi per evitare tragedie, credo che chiunque dovrebbe rispettarle per se stesso e porsi delle domande, quando questi accorgimenti non vengono applicati. La domanda più concreta che mi pongo è: ma, se non il lavoratore stesso, la moglie, la mamma e il papà, i figli di queste persone che lavorano a dieci-venti metri d’altezza senza nemmeno un casco, e forse senza contributi pensionistici, lo sanno? Non si lamentano? E gli imprenditori che non li obbligano a lavorare in sicurezza, non hanno il timore che possa succedere un incidente? Ecco, lo so, scrivere queste osservazioni forse non serve a niente, ma è almeno altrettanto inutile lamentarsi che la Sicilia (ma anche il resto d’Italia non scherza…!) non sia “all’altezza” di altri Paesi, che ci sia la Mafia, che la gente paghi il pizzo, che i liberi professionisti non rilascino la fattura…

Addio Renzino!

Se n’è andato un grande palermitano, che qualche anno fa conobbi a Taormina: lo fermai solo per fargli i complimenti, e lui mi trattenne, invitando me, la sua moglie scandinava e mia moglie al bar per gustare insieme una granita e raccontarci i suoi ricordi, la sua amicizia con Walter Chiari, la sua amarezza per una Sicilia nobile, autoironica e forte d’animo sempre più lontana…Questa è una sua poesia in lingua, Veru Amuri:

Facitimi canusciri un cristianu
capaci di carizzari, ‘nnammuratu,
un puddicinu duci, ammattuliatu;
e dopu, cu la stessa tinirizza,
nu scravagghieddu nicu, appena natu.
Sulu allura pozzu cridiri, Signuri,
ca c’è, supra la Terra,
veru amuri!

Ciao Renzino, orgoglio delle persone innamorate della vita! (Qui è insieme al suo “seguace” Gianfranco Jannuzzo)