Popolo di coccodrilli e struzzi!

La mia è solo una provocazione (e un grido di rabbia), lo dico subito a scanso di equivoci! Ma ciò che è appena successo nel Messinese – e speriamo che la pioggia smetta di cadere – rievoca decine di catastrofi nostrane (naturalmente penso al terremoto abruzzese, o a Sarno) che oltre a centinaia di morti, hanno portato con sè polemiche, lacrime di coccodrillo e soprattutto tragedie in tante famiglie.

Ce la vogliamo dire tutta o è ancora il tempo di mentire? Lo vogliamo ammettere finalmente che in Italia si pensa a tutto tranne che a risanare le migliaia di situazioni che prima o poi esploderanno? Quante sono le Giampilieri che non precipitano solo perchè non cade troppa pioggia? Quante sono le costruzioni fatte con molta sabbia e poco cemento vero? Quante case, negozi, scuole sono a rischio? Quanti incompetenti occupano posti di responsabilità? Quanti alberi in più servirebbero per diminuire i rischi? Perchè siamo un popolo di procrastinatori, struzzi, affaristi, lucratori a costo di uccidere? E vogliamo smetterla di scusare (leggasi condonare) le persone che costruiscono case dal nulla (soprattutto al Sud) senza saperlo fare e in barba a ogni regola e legge?

Tengo a sottolineare che non ce l’ho con un governo in particolare: in Italia questo tipo di catastrofi sono sempre avvenute. Insomma: non è colpa (solo) del centrodestra, ma di una classe di amministratori (diverse generazioni) inetta, arrogante, che per chiudere gli occhi davanti all’illegalità imperante lasciano che succedano queste tragedie,  LONTANA dalla gente e dai veri bisogni di questo Paese costruito sulle sabbie mobili, nella speranza che il Fato ci risparmi…e – lasciatemelo scrivere – noi cittadini dovremmo ricordarci più spesso di DENUNCIARE le situazioni che non ci convincono…E non ci parlino più – per favore – di Ponte di Messina & C.!!!

SVEGLIA!!!

P.s: ricordiamoci di votare SOLO persone di cui siamo sicuri dell’onestà e della competenza…

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Bollettino per i naviganti…a Ferragosto

A Palermo – come in tutta Italia – è quasi Ferragosto, e come di consuetudine, quasi tutti i negozi chiudono per qualche giorno o per un paio di settimane (in realtà ci sono molti che chiudono solo per due giorni…); gli ospedali continuano a funzionare, anche se – per esperienza familiare – ho notato che la media di maleducazione e mancanza di sensibilità fra i medici in servizio è un po’ più alta che nel resto dell’anno (staranno pensando alle vacanze, boh…); a Cefalù, sempre bellissima (e caldissima!), non c’è il pienone ma una buona quantità di turisti l’ho vista; come al solito, anziani, malati, cani e gatti abbandonati, barboni, mendicanti di qualsiasi etnia, gente che domanda soldi per comprare del latte per un bambino che ormai probabilmente ha una ventina d’anni (sono sempre gli stessi da sempre…) proliferano, visto che l’Amministrazione se ne occupa poco; ma l’Amministrazione  – poverina, quello che è giusto è giusto – si dà il caso che abbia un deficit in bilancio per l’anno in corso che, secondo stime (sembra) ragionevoli, si aggirerà sui 2 miliardi e mezzo di euro. Certo, gli amministratori cittadini e regionali non credo che vaghino per le strade a chiedere l’elemosina; ma è ugualmente certo (o no?…) che non possono permettersi di dare parte del loro stipendio per attenuare i problemi di chi non ha i soldi per mangiare…E’ tutto lineare e pulito, tranne la realtà dell’egoismo e dell'”ognuno pensi a casa propria”. Insomma, un Ferragosto qualunque. Buone vacanze!

P.S.: per fortuna, non credo che tutti gli Amministratori siano della stessa pasta. Dentro di me ho la speranziella che – senza dire niente a nessuno – qualcuno di loro dia aiuto concreto a chi ne ha veramente bisogno; non per pulirsi la coscienza, ma per avere in cambio la consapevolezza di essere uomini come i tossici e gli alcolisti, come i malati e gli anziani, come gli zingari e i migranti.

G8 (ovvero smentitemi, per favore…)

So di attirarmi insulti, commenti sarcastici, accuse di demagogia, ecc., ma non riesco a trattenermi…Domani inizia il grande circo del G8 a L’Aquila, i lavori vanno avanti a gran velocità, la sicurezza assicurata dalle Forze dell’Ordine è ai massimi livelli…ma alle tendopoli, al disagio che provano le persone che ci vivono, alla ricostruzione…chi ci pensa (a parte loro stessi…)?

So anche che tenere il G8 proprio a L’Aquila ha un importantissimo valore simbolico, e su questo posso anche essere d’accordo. A patto che i simboli siano solo il presupposto dei fatti, per evitare un altro Belice, un’altra incompiuta. Per non farmi pensare ancora una volta che veniamo presi in giro. Sì: per favore, “O Grandi del mondo”, fatelo per smentirmi, fatelo per far bella figura, fatelo per gli Abruzzesi, fatelo per QUALSIASI motivo, ma fateci vedere (a noi, sempre negativi, che pensiamo sempre male, che siamo a torto convinti di essere trattati da sudditi e non da cittadini) che ci sbagliamo, che tutti questi soldi per questo Evento non sono buttati via, e che non sarebbe stato meglio dedicarli alla ricostruzione di un pezzo d’Italia…

L'Aquila, papaveri e tendopoli (by cHappy! a.k.a. Hum.as)

L'Aquila, papaveri e tendopoli (by cHappy! a.k.a. Hum.as)

Tutti al mare (di rifiuti?)!

Qui in Sicilia fa già caldo abbastanza per andare al mare, a dire il vero è da almeno un mese che la temperatura lo permette…Per fortuna, ancora non c’è afa, si respira, c’è caldo sì, ma la sera è gradevole e non si soffoca. Ieri mia moglie e io abbiamo deciso di andare a passare fra le onde un paio d’ore: il progetto era di andare a Capaci, ma – parlando parlando – ho superato lo svincolo e abbiamo deciso di fare ancora un paio di chilometri e fermarci a Terrasini, delizioso paese che si affaccia sul golfo di Castellammare, in direzione Trapani (a circa 30 chilometri da Palermo). Ho ritrovato una piccola cala, proprio sotto un ristorante che con la mia famiglia frequentavamo quando io e mio fratello eravamo piccoli; ero contento di mostrare a mia moglie un luogo della mia infanzia, per giunta (ri)trovato in modo casuale!

Ora, non voglio dire che sarebbe stato meglio non farlo – in fondo ci siamo comunque rilassati e divertiti… -, ma, appena scesa la scaletta, trovarsi di colpo in mezzo a una…marea di rifiuti, cartacce, bicchieri e piatti di plastica, bottiglie vuote, secchielli abbandonati e ciarpame vario, mi ha intristito tanto…E dire che i bidoni per i rifiuti ci sono e vengono usati, ma erano stracolmi; però mi chiedo: se i bidoni sono pieni, è uno sforzo tanto grande per noi riempire un sacchetto con i nostri rifiuti, portarcelo appresso dopo il mare e depositarlo al primo cassonetto che troviamo?

(ringrazio e chiedo scusa a Carlo55, di cui ho trovato una bellissima foto!)

 

spiaggia di Praiola (Terrasini) di Carlo55

spiaggia di Praiola (Terrasini) di Carlo55

Le bellezze di Palermo…

Palermo – lo sanno in tanti – è una città particolare, piena di contraddizioni, di grandi problemi, ma anche estremamente affascinante, ricca di tesori (molti di questi a volte poco conosciuti); un discorso a parte meriterebbero i palermitani, che criticano costantemente la propria terra, ma che – al momento in cui gli si chiede se la lascerebbero – non ci pensano due volte prima di dire che vi resterebbero, a meno che non si trattasse di sopravvivenza. Ma ne parleremo un’altra volta…

Oggi invece sto pensando ai turisti a cui venisse in mente di visitare una delle città più ammirate da Goethe & c., appunto Palermo. Probabilmente vorrebbero ammirare le opere custodite a Palazzo Abatellis, dove si trova la bellissima Annunziata di Antonello da Messina; o forse, più interessati ai ritrovamenti archeologici punici, greci o romani, si orienterebbero sul Museo Archeologico Regionale Salinas; ma, se il loro desiderio fosse per qualcosa di più esotico, senza dubbio apprezzerebbero la Palazzina Cinese, curioso edificio di fine Settecento costruito con elementi orientaleggianti alla fine del Settecento, copertura a pagoda compresa. Naturalmente potrei andare avanti, con oratori barocchi come Santa Cita, o le caratteristiche cupole rosse di San Giovanni degli Eremiti…L’unico problema è che  probabilmente li troveranno chiusi (il Museo archeologico dal 13 luglio, Palazzo Abatellis è già chiuso per restauri, San Giovanni degli Eremiti riapre a fine luglio, ecc., altri sono chiusi la domenica…)!

La mia non è una critica tout court: i lavori di restauro è giusto farli, se non venissero fatti sarebbe di certo peggio; ma riuscire a evitare di farli in periodi caldi per il turismo (visti i periodi di “magra”) non sarebbe una buona idea? Certo che noi palermitani siamo strani… Insomma: venite a Palermo, di sicuro ci sono tantissime altre cose da esplorare e apprezzare (fidatevi!), ma informatevi bene prima di partire, onde evitare delusioni! 

San Giovanni degli Eremiti, Palermo (by Allie Caulfield)

San Giovanni degli Eremiti, Palermo (by Allie Caulfield)

Il casco invisibile

Non sono un esperto di edilizia, ma girando per Palermo in questi giorni, ho notato una quantità enorme di cantieri aperti, sia chiaro: intendo piccole cose, ristrutturazioni, facciate di palazzi degli anni ’70, copertura di tetti di un paio di scuole, ecc; ci sono anche i grandi cantieri, come quello di fronte al Tribunale, ma mi voglio concentrare sulle piccole imprese, che appunto si occupano spesso dei lavori forse meno controllati. Perchè ne parlo? Perchè non so cosa significhi un casco di sicurezza per chi ci lavora: non ne ho visto uno! E’ vero: si potrebbe obiettare “a Palermo c’è già molto caldo…si è fatto sempre così…”, ma soprattutto so che qualcuno penserebbe “Fatti i fatti tuoi!”; sì, anche questo è verissimo: non mi faccio (solo) i fatti miei. Ma non è vouyeurismo: se ci sono delle regole, degli equipaggiamenti minimi per evitare tragedie, credo che chiunque dovrebbe rispettarle per se stesso e porsi delle domande, quando questi accorgimenti non vengono applicati. La domanda più concreta che mi pongo è: ma, se non il lavoratore stesso, la moglie, la mamma e il papà, i figli di queste persone che lavorano a dieci-venti metri d’altezza senza nemmeno un casco, e forse senza contributi pensionistici, lo sanno? Non si lamentano? E gli imprenditori che non li obbligano a lavorare in sicurezza, non hanno il timore che possa succedere un incidente? Ecco, lo so, scrivere queste osservazioni forse non serve a niente, ma è almeno altrettanto inutile lamentarsi che la Sicilia (ma anche il resto d’Italia non scherza…!) non sia “all’altezza” di altri Paesi, che ci sia la Mafia, che la gente paghi il pizzo, che i liberi professionisti non rilascino la fattura…

Addio Renzino!

Se n’è andato un grande palermitano, che qualche anno fa conobbi a Taormina: lo fermai solo per fargli i complimenti, e lui mi trattenne, invitando me, la sua moglie scandinava e mia moglie al bar per gustare insieme una granita e raccontarci i suoi ricordi, la sua amicizia con Walter Chiari, la sua amarezza per una Sicilia nobile, autoironica e forte d’animo sempre più lontana…Questa è una sua poesia in lingua, Veru Amuri:

Facitimi canusciri un cristianu
capaci di carizzari, ‘nnammuratu,
un puddicinu duci, ammattuliatu;
e dopu, cu la stessa tinirizza,
nu scravagghieddu nicu, appena natu.
Sulu allura pozzu cridiri, Signuri,
ca c’è, supra la Terra,
veru amuri!

Ciao Renzino, orgoglio delle persone innamorate della vita! (Qui è insieme al suo “seguace” Gianfranco Jannuzzo)