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Quale Palermo?

Questo 2009 è stato un anno come tutti gli altri. O no? Il 2009 è stato l’anno della “guerra” fra il Comune e i cittadini. O piuttosto del ritorno di consapevolezza di poter fare politica anche non essendo un deputato? Credo che Palermo sia un possibile straordinario laboratorio di politica nel vero senso della parola (Aristotele la definiva come “l’amministrazione della “polis” (città) per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano”). Se solo i cittadini sapessero come fare e fossero coscienti che migliorare la qualità della vita nella propria città comporta sacrifici. Certo: questo 2009 ci ha fornito ulteriori prove che l’Amministrazione cittadina non è soltanto poco chiara nelle sue politiche; non è soltanto confusa (nella sua maggioranza, ma anche nell’opposizione); ma è anche e soprattutto incapace di pianificare, di avere una filosofia della politica, in grado di dare ai cittadini una seppur vaga idea di quale possa essere un futuro possibile per la nostra Palermo.

Un’iniziativa però mi fa essere positivo: MUOVIPALERMO, un movimento apartitico che è stato creato da alcuni giovani molto volenterosi, per unire i palermitani e fare politica, ma proprio nel senso “pulito” e aristotelico del termine. Per pianificare la gestione dei rifiuti, per monitorare il sistema di aiuti alle persone bisognose o diversamente abili, per vigilare sulle ingiustizie sociali, per rendere di tutti una città che da tempo è nelle mani di pochi.

Per questo sono ottimista: sicuramente è ancora solo un piccolo gruppo (ma già notevolmente cresciuto dalla sua crezione ad Ottobre), ma con un po’ di entusiasmo e buona volontà di tutti potrebbe diventare una bussola per il futuro di Palermo.

http://www.muovipalermo.com/

Il Palermitano

E’ qualche anno che tento di risolvere questo dilemma: perchè il Palermitano lascia che l’ Amministrazione lasci a se stessa la città? Perchè non se ne lamenta (pubblicamente e/o rumorosamente, non solo con i suoi amici…)?

Credo che i secoli di storia panormita ci possano indirizzare verso la risposta più equilibrata: siamo stati SEMPRE sottomessi, sfruttati, colonizzati dal primo venuto; abbiamo sviluppato, per così dire, un’enorme resistenza al sopruso, alla sopraffazione, alla volgarità, all’irregolarità, all’illegalità, alla prepotenza e all’arroganza; tale resistenza, per forza naturale di cose, è diventata un pezzettino del nostro DNA, per aiutarci a “tirare avanti”.

Purtroppo (e per fortuna, come dirò), tutto ciò ha avuto, ha e avrà delle conseguenze: 

1) La storia recente/issima di Palermo è attraversata da Amministrazioni più o meno inette (a mio avviso unica eccezione la Giunta Orlando, seppur con tanti chiaroscuri), che – insieme alla “collega” MAFIA – stanno letteralmente MANGIANDO Palermo, senza la minima cognizione (?) dei danni che stanno procurando; e il Palermitano comune, a parte lamentarsi del traffico, dei servizi pubblici, delle buche sulle strade, della mancanza di creatività, degli “extracomunitari” (legenda: migranti, come lo siamo noi) che sporcano (noi no?!), dei prezzi che aumentano, ecc. ecc., non si ribella, come – superata l’umana soglia di sopportazione – ogni Popolo civile farebbe. 

2) Lo stesso Palermitano comune si “invigliacchisce” sempre di più, della serie: nessuno mi controlla o me lo impedisce e allora anch’io divento maleducato (la Legge a Palermo diventa sempre più un optional teorico, anche perchè i tutori della stessa non sono presenti in mezzo a noi; ma dove sono i poliziotti e i vigili urbani?) P.S.: il senso del Pubblico, il senso civico da queste parti non sono MAI esistiti.

3) Il Palermitano, sempre per cause storiche e genetiche (o ignote?), è talmente gentile con chi viene a visitare la Nostra Città (attenzione: parente, amico, collega o conoscente), da mettersi in malattia all’Ufficio, chiedere un prestito in banca e farsi lasciare dalla moglie pur di fare da cicerone agli ospiti; riempiendoli di cannoli fino alla colica, facendogli vedere posti che lui stesso non aveva mai visitato in tutta la sua vita, e trasformando ogni sera in una piccola Dolcevita…

Volevo chiudere in bellezza…come ancora è bella (e irripetibilmente anomala) Palermo…